Inizio d’anno in Seminario

Dopo la pausa estiva, a metà settembre il Seminario Maggiore di Torino ha riaccolto una comunità più numerosa. Oltre a sei ragazzi del primo anno, provenienti dalla comunità propedeutica (delle diocesi di Asti, Torino, Ivrea e Susa), anche l’equipe formativa si è arricchita della presenza di un vicerettore, don Stefano Sola, ordinato sacerdote a giugno 2026.

Come ormai da tradizione, l’anno in Seminario è ripartito in trasferta. Abbiamo trascorso i primi giorni, utili per riallacciare i rapporti e rinsaldare la fraternità, presso il Convento di Santa Chiara, a Porto Maurizio (IM). Grazie all’accoglienza discreta ma premurosa delle monache, ci siamo potuti dedicare a proficui momenti di riflessione, preghiera e condivisione, proposti dai nostri formatori. Particolarmente significativa è stata una intera mattina dedicata al rapporto con i limiti e con la fragilità umana, a partire da alcuni spunti tratti dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. Ma non sono mancati nemmeno gli ultimi bagni di stagione, passeggiate sul lungomare, corse sulla splendida Ciclabile dei Fiori e momenti di svago: occasioni altrettanto preziose per stare insieme.

Siamo rientrati a Torino domenica 20 settembre, in tempo per l’inizio delle lezioni alla Facoltà Teologica, che occupano tutti i pomeriggi della nostra settimana. Accanto ai “neofiti” intenti a muovere i primi passi nello studio della teologia, altri hanno dovuto ultimare le tesi e la preparazione in vista dell’esame finale di Baccalaureato. Insieme alla vita accademica, è ripartita anche la vita comunitaria: i nuovi arrivati hanno iniziato a familiarizzare con gli spazi e gli appuntamenti del Seminario, mentre gli altri hanno ripreso il ritmo consueto. Chi, invece, si avvicina alla conclusione del percorso si è dovuto misurare con le sfide di un impegno pastorale più intenso nelle parrocchie di servizio.

Giovedì 8 ottobre si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027. Alla messa presieduta dal card. Roberto Repole nella Real Chiesa di San Lorenzo, è seguita la prolusione di mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, dal titolo Magnifica Humanitas. Profezie tecnocratiche e profezie evangeliche. Nell’omelia, l’Arcivescovo ha rilanciato l’importanza dello studio della teologia a sostegno della fede e della spiritualità. Mons. Battocchio, invece, ha messo in luce l’audace carattere «profetico» dell’enciclica di Papa Leone XIV, che rimette al centro la difesa dell’essere umano, in un mondo sempre più dominato da logiche di progresso e di efficienza.

Il giorno seguente, venerdì 9 ottobre, abbiamo ricevuto la gradita visita del card. Roberto Repole, con cui abbiamo condiviso una mattinata di dialogo e di riflessione in merito alla lettera pastorale Io sono con voi per sempre, recentemente pubblicata. Abbiamo potuto chiedere all’Arcivescovo suggerimenti per distinguere sempre meglio la tradizione da custodire dalle consuetudini che rischiano di ingabbiarci, nonché per riconoscere sempre meglio «il senso delle cose che facciamo».

Queste sono le prime battute di un anno ancora tutto da scrivere. Procediamo certi di non camminare da soli: possiamo contare su Dio, che non ci abbandona, e sull’aiuto reciproco. È da questa fiducia che ripartiamo, pronti ad accogliere ciò che verrà e a lasciarci trasformare dagli incontri e dalle esperienze che ci attendono.

Davide Pregno

Edoardo Scarzella

Rispondi