Scolpita nella pietra antica del portale della cattedrale di Chartres, la Creazione di Adamo mostra un Dio che si china sul primo uomo, gli sfiora il volto, quasi a risvegliare dal silenzio la vita che attende di sbocciare. È un’immagine che dice più di molte teologie: la distanza tra Creatore e creatura si colma in un gesto di tenerezza. Ed è da qui che prende avvio il viaggio nelle radici spirituali del cristianesimo orientale che il Priore della comunità monastica di Bose, Sabino Chialà, monaco e studioso dei Padri al quale va la nostra gratitudine, è venuto a condividere con la nostra comunità del Seminario, mercoledì 19 novembre, un momento di approfondimento.
Attraverso alcuni testi abbiamo assaporato la teologia dei Padri siriaci, abbiamo sperimentato un modo nuovo di fare teologia, una teologia che ci dona immagini, metafore, poesie che “cantano” questo immenso amore di Dio per noi.
Per Efrem il siro, ad esempio, la liturgia non era un semplice rito, ma una vera scuola di teologia: lì il popolo imparava a conoscere il Mistero attraverso inni, gesti, simboli e melodie capaci di formare interiormente.
È un’eredità sorprendentemente viva anche nella nostra comunità del Seminario: le celebrazioni quotidiane diventano per noi un laboratorio spirituale dove la Parola si intreccia con la vita e la teologia esce dai libri per incarnarsi nei volti, nei ritmi della preghiera comune, nel silenzio condiviso.
La liturgia ci educa non solo a parlare di Dio, ma ad accogliere il suo approccio, quel modo tenero con cui Egli si avvicina e chiede di abitare le nostre relazioni, nel rispetto reciproco, nella serenità che impariamo a donare, nella misericordia e nella pace che siamo chiamati a invocare sul mondo; specialmente in questo nostro mondo attuale, pieno di tanto odio e di violenza, di parole che feriscono e non generano vita.
L’incontro con la tradizione siriaca è per noi una finestra che si apre su una ricerca più grande: una ricerca che non si ferma alla conoscenza, ma diventa invocazione e possiamo così dire, come comunità, che grazie a questo incontro e a questo approccio, siamo cresciuti nella ricerca; e questa ricerca è diventata un grido, un’invocazione a Dio con la preghiera di un altro padre della tradizione siriaca: Isacco di Ninive: “Ma tu, Signore Gesù Cristo, mio Dio, donami la frantumazione del cuore perché con tutta l’anima io mi metta a cercarti; ti ho abbandonato, tu non mi abbandonare. Mi sono allontanato da te, tu mettiti alla mia ricerca”.
Michele Turrisi