Il nostro recente viaggio del seminario, insieme agli amici della propedeutica, si è rivelato un’esperienza intensa e trasformante, un itinerario che ha unito la bellezza dell’arte alla profondità della fede e all’incontro fraterno. Siamo partiti con il cuore aperto, legati da un cammino comune e da un sogno semplice ma profondo: scoprire, pregare, lasciarci incontrare da Dio attraverso luoghi, volti e silenzi.
La nostra prima sosta è stata Avignone, città ricca di storia e spiritualità. In questo luogo che fu sede papale nel Medioevo, abbiamo celebrato la Messa nella maestosa cattedrale di Notre-Dame des Doms, un momento di raccoglimento e gratitudine che ha segnato l’inizio del nostro pellegrinaggio. Le antiche pietre di quella Chiesa sembravano restituire l’eco delle preghiere di secoli, avvolgendoci in un’atmosfera di comunione.
Arrivati a Barcellona, siamo stati calorosamente accolti dal seminario locale. La città catalana ci ha subito conquistati con la sua vitalità e i suoi colori; abbiamo visitato le piazze vivaci, la cattedrale storica e, naturalmente, l’opera più celebre: la Sagrada Familia.
La basilica, ancora in costruzione, è il frutto del genio visionario di Antoni Gaudí, architetto profondamente credente. La sua arte non è stata solo estetica, ma una vera preghiera scolpita nella pietra. Gaudí aveva una grande attenzione per i poveri e gli oppressi e nella sua vita semplice e umile, cercava Dio nei piccoli gesti quotidiani e nel volto dei fratelli. La Sagrada Familia, con le sue torri slanciate verso il cielo, racconta il Vangelo in forme e simboli, offrendo a chi la osserva un invito alla contemplazione e alla speranza.
Lasciata Barcellona, abbiamo ripreso il cammino verso Taizé. Ma prima, un’altra tappa: Arles. Anche qui, una pausa veloce ma luminosa. Le vestigia romane, la magnifica Cattedrale, le piazze baciate dal sole e il ricordo di Van Gogh ci hanno regalato un momento di contemplazione della bellezza che nasce anche dal dolore.
Il nostro cammino è proseguito verso Taizé, piccolo villaggio francese che, a prima vista, non mostra grandi edifici o monumenti. Eppure, proprio lì abbiamo trovato una bellezza diversa: l’amore fraterno vissuto nella semplicità.
Unendoci al pellegrinaggio diocesano dei giovani di Torino, insieme a fratelli e sorelle di diverse confessioni cristiane, abbiamo invocato “Abbà, Padre” con una sola voce. In quel silenzio condiviso, nei canti ripetuti, nella semplicità dei pasti e nell’accoglienza reciproca, abbiamo fatto esperienza concreta di ciò che significa essere Chiesa: un popolo in cammino, unito dall’amore del Padre.
Questo viaggio non è stato solo uno spostamento geografico, ma un pellegrinaggio dell’anima. Da Avignone a Barcellona, fino a Taizé, abbiamo scoperto che Dio si manifesta nella grandiosità delle cattedrali così come nella silenziosa fraternità di una comunità orante. Portiamo con noi il desiderio di continuare questo cammino, ogni giorno, nella nostra vita quotidiana e nella nostra piccola comunità di fratelli che cammina insieme al suo Signore.
Michele Turrisi











