Molti di voi sicuramente avranno letto, almeno una volta nella vita, il celebre romanzo di Alessandro Manzoni: I promessi sposi!
Noi seminaristi abbiamo avuto l’opportunità di rileggerli, mercoledì 19 febbraio in seminario, insieme ad un mio caro amico, Paolo, insegnante di lettere in una scuola media di Torino, approfondendo il tema del Giubileo della Speranza.
Grazie alla sua passione per questo libro e per la sua capacità di lettura, ci siamo immersi in tre episodi significativi del romanzo manzoniano.
La domanda che ci ha guidato è stata:” Da dove nasce la Speranza?”
Il primo testo letto è stato lo scambio che Fra Cristoforo ha con il vecchio servitore di don Rodrigo. (Capitolo VI) Dopo un dialogo fervoroso e inconcludente con il signorotto, il frate, prima di uscire dal palazzo, viene chiamato in un cantuccio buio da un suo servo. Egli gli bisbiglia che deve assolutamente passare da lui l’indomani, perché ha delle notizie importanti da rivelare riguardo a don Rodrigo. Fra Cristoforo, uscendo dal palazzo, ritrova la Speranza in questo “filo” che la Provvidenza gli ha teso per continuare a tessere la trama della storia che gli è affidata.
Gli altri due episodi capitano nella stessa notte.
Renzo sta fuggendo da Milano ed è stanco e sfinito dal cammino. Quando, ad un certo punto, sente lo scroscio dell’Adda e si rasserena: ricorda l’inizio del suo viaggio, al lago di Como; il volto di Lucia; la barba di Fra Cristoforo. La memoria del bello che ha vissuto e che lo aspetta riaccende la Speranza che un giorno sarà felice e non dovrà più vivere da vagabondo.
Nella medesima notte l’Innominato, che aveva rapito Lucia, non riesce a prendere sonno perché turbato da molti pensieri. Passa in rassegna tutto il male che ha compiuto nella vita e si pone la domanda sulla vita eterna: “Esisterà?”. Il volto piangente di Lucia lo fa tremare e lo fa sentire in colpa per il male commesso al punto che tenta di uccidersi puntandosi la pistola alla nuca. Ma una frase misteriosa gli rimbomba nella testa: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”.
Gliela aveva detta Lucia un attimo prima che uscisse dalla sua stanza la sera prima. L’Innominato riscopre la Speranza di una rinascita e al suono delle campane si sveglia da questi pensieri e si accorge che sta arrivando il cardinale Borromeo. Sente che lui può aiutarlo a ricominciare.
In questi tre testi Paolo, leggendo in modo mirabile Manzoni, ci ha mostrato come la Speranza nasce da una Novità che non ci è del tutto sconosciuta: un incontro per Fra Cristoforo, un ricordo per Renzo e per l’Innominato. È una novità che ha il sapore del Mistero. È una Speranza che permette ad ogni personaggio di riscoprire se stesso alla luce di Dio, Padre amoroso e provvidente.
Luca