L’esperto Emanuele Riu, collaboratore nell’allestimento della mostra su Tolkien di Rimini, da cui si è ispirata anche quella allestita nella reggia di Venaria, ci ha incantato nel presentarci il celebre “padre del fantasy moderno”.
John Ronald Reuel Tolkien non ha mai ambito a tale titolo. La sua vita fu caratterizzata da molti eventi più o meno sconvolgenti, da cui una sua forte percezione di un imminente cambiamento della realtà che circonda ogni essere umano. Questa percezione emerge in molti eventi e personaggi delle storie tolkeniane.
Il celebre romanzo “Il Signore degli anelli” nasce come raccolta e adattamento di molteplici racconti che Tolkien aveva realizzato durante l’arco della propria vita per narrare in modo coinvolgente esperienze concrete da lui vissute, tra cui i drammi della guerra, della morte di persone care e per trasmettere ai lettori profondi valori fra cui il fondamentale senso della fede.
Ciò che più mi ha colpito è un modo di agire descritto da Tolkien di un personaggio che non compare direttamente nella sua opera più famosa, ma in un’altra: il Silmarillion.
“Eru Ilúvatar” o più semplicemente Eru, si può facilmente paragonare alla figura di Dio Padre, creatore di tutte le cose.
Poetico e stupefacente impostare l’atto creativo come una melodia che si dispiega attraverso la musica che il dio, Eru, comincia a suonare con il voluto coinvolgimento degli Ainur, una sorta di angeli. Forse Tolkien si è ispirato a Pitagora, il quale a suo tempo ipotizzò la teoria dell’armonia delle sfere celesti.
In ogni caso uno degli pseudo-angeli (Ainur) decide di non seguire le indicazioni melodiche e suona una sua musica, dissonante dalle altre, quasi a dire una ribellione a dio. L’Ainur ribelle, Melkor, poi chiamato anche Morgoth, potrebbe esser facilmente equiparato alla figura del demonio cristiano, l’avversario di Dio.
La vera bellezza di questo racconto giunge con la reazione di Eru alla trasgressione melodica di Melkor. Il dio creatore di tutte le cose ricomincia una nuova melodia che in qualche modo riesce ad abbracciare anche la musica dissonante dell’angelo ribelle.
Con questo racconto fantastico Tolkien è stato in grado di spiegare come Dio, pur rimanendo il creatore di tutte le cose, non abbia mai desiderato l’esistenza del male. Ed alla nascita del male stesso la reazione di Dio è stata quella di considerarlo, facendolo diventare parte di un disegno più grande, un disegno di salvezza e di redenzione.
Irvin
