don Luigi Ciotti, la tua parrocchia sarà la strada

Occhi limpidi, pieni di gioia e di speranza. Con questi occhi don Luigi Ciotti ci ha guardati e ha condiviso con noi del seminario di Torino la sua personale testimonianza di prete e di uomo amato dal Signore. Lo abbiamo incontrato, insieme con la comunità della Propedeutica e con altri amici presenti, venerdì 22 Marzo.

Un gesto elegante e signorile ha caratterizzato l’arrivo di don Luigi: ha voluto salutare ciascuno con una forte stretta di mano e un caldo sorriso., un gesto semplice capace di esprimere una attenzione particolare a ogni singola persona. La vita di don Luigi è stata segnata da alcuni eventi e, soprattutto, da alcuni incontri, che hanno cambiato la sua vita. In particolare, ha voluto condividere con noi un ricordo degli inizi, avvenuto all’età di 17 anni, quando si è accorto di una persona sola, che viveva praticamente disperato su una panchina e in cui, il giovanissimo Luigi ha intravisto il volto della disperazione, il segno eloquente di una società torinese che, come in tutti i grandi centri urbani, creava situazioni di marginalità e di solitudine profonda. Poco tempo dopo la ancora più drammatica scoperta di un mondo di cui nessuno parlava: Il mondo della droga. Il giovane Luigi, prima ancora di entrare in Seminario dopo l’incontro che ha dato una svolta alla sua vita, ha scelto di non rimanere indifferente, si è donato insieme ad altri giovani, a tutte quelle persone bisognose di aiuto e di un vero amore, e così è nata l’esperienza del Gruppo Abele. Don Luigi ci ha detto di sentirsi un privilegiato ad aver scelto questo servizio, perché in questo servizio lui ha incontrato Dio e il fratello. Un servizio di amore e condiviso insieme ad altri giovani, dove il “noi” vince le barriere delle periferie esistenziali del mondo. E dove le “piccole cose” Dio le ha fatte diventare grandi. Ci ha parlato della necessità di sempre, di una “ scelta politica”, la scelta di educare e non punire, imparata e sperimentata in una vita vissuta condividendo fino in fondo la marginalità dei carcerati e delle prostitute, tante e tante vite spezzate e considerata irrecuperabili e che, invece, attraverso l’impegno e la cura, sono sbocciate e rifiorite a una vita nuova. Il vangelo ha scosso la vita di del giovane Luigi, fino a portarlo al desiderio di donare totalmente la sua vita a Dio e ai fratelli e alle sorelle più scartati, per questo ha scelto di entrare in Seminario. Gesù di Nazaret ha consegnato al giovane sacerdote Luigi Ciotti il catino per lavare i piedi al mondo. “La tua Parrocchia sarà la strada”: così si espresse il Card.Pellegrino il giorno della sua Ordinazione Sacerdotale, presso la chiesa del Seminario Minore di Giaveno. Con grande gratitudine e affetto ha ricordato due tra vescovi di Torino che hanno maggiormente segnato il suo ministero: Michele Pellegrino e Anastasio Ballestrero, che come padri lo hanno accompagnato e sostenuto, e sempre sono stati al suo fianco con il massimo impegno. Don Ciotti è molto grato alla sua Chiesa torinese e in particolare a Papa Francesco, con cui condivide l’impegno a favore della giustizia sociale, della legalità e della dignità di ogni persona, delle opere del Papa, il più delle volte realizzate nel segreto, ricche di amore, espressione della infinita misericordia di Dio. Al termine del nostro incontro alcuni seminaristi hanno chiesto a don Luigi se, a causa delle minacce ricevute per il suo impegno contro tutte le mafie, attraverso l’opera di sensibilizzazione e di denuncia di Libera, di cui è attualmente presidente e instancabile animatore, non provasse paura e come conciliasse il ministero con il suo impegno sociale. Non ha nascosto la sua paura, nonostante da 35 anni viva sotto scorta, la paura anche per chi ogni giorno tutela la sua vita, ma ha detto a gran voce che bisogna andare avanti, non mollare mai, essere sempre portatori della speranza e della gioia del Risorto. Ha detto di non sentire il suo ministero staccato dal suo impegno, ma ogni giorno come prete porta il Cristo incarnato, morto e risorto a ogni persona. “Bisogna dire a tutti che il Cristo ha vinto e ci ha liberati”, ha affermato con sincera passione, e ha aggiunto: “Credo nel noi”: un noi capace di opporsi a quella grande piaga sociale che è il mondo delle mafie, opporsi e denunciare senza stancarsi la prepotenza, la violenza e i soprusi che ogni giorno violentano la nostra società.

La testimonianza di don Ciotti è stata un messaggio di speranza e di amore, un amore concreto che ridona vita e che spinge. A non rimanere indifferenti, a non avere paura di sporcarsi le mani. Una testimonianza la sua che ci ha fatto del bene, ci ha regalato quasi tre ore del suo prezioso tempo e per questo sentiamo di essergli davvero molto grati e riconoscenti. Immensamente grazie don Luigi.

Michele Turrisi.

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