Un po’ alla Manzoni, che si rivolse ai suoi 25 lettori, anch’io mi voglio rivolgere a te, caro lettore. Mi sono davvero chiesto cosa raccontarti di un’esperienza così ricca e profonda qual è stata quella di questa specifica settimana, la numero 5, dell’anno 2024.
Assieme ai miei fratelli di seminario ci siamo ritirati in eremitica preghiera nella casa di spiritualità di Villa San Pietro a Susa. Impostati secondo il, già a noi noto, metodo ignaziano, gli esercizi spirituali di quest’anno ci hanno fatto conoscere don Giorgio Garrone, rettore del seminario, nei panni di guida spirituale degli stessi esercizi.
A questo punto mi son chiesto se è il caso di dirti che cosa sono questi esercizi di preghiera, cioè dirti in che cosa consiste il metodo ideato da Sant’Ignazio di Loyola. Di conseguenza dovrei anche dirti chi è questo santo. Mi sono anche detto che sarebbe interessante farti sapere che cosa significa vivere oggi una preghiera nata in una data così lontana dal nostro 2024. E così via. Il discorso potrebbe aprire panorami di domande a cui non so’ se potrebbe bastare lo spessore di un’enciclopedia per le risposte.
Tuttavia, al giorno d’oggi, per tutte queste ed altre domande puoi trovare con facilità molte e più complete delucidazioni rispetto quelle che potrei darti. Quindi ho scelto di condividere con te, una personale mozione, che non è propriamente un’emozione, “gustata” durante questi giorni di preghiera.
Nel dominante silenzio di un soleggiato giovedì, meditavo il brano 2 Samuele 11 della Bibbia, seguendo le riflessioni proposte da don Giorgio. Non ti nascondo, caro lettore, lo stupore di fronte all’emblematica figura del re Davide. Giustamente santo secondo la nostra chiesa cattolica, ma indubbiamente assassino secondo questo racconto.
Infatti il re ha sceso 5 gradini di una scala di peccati che lo hanno portato nel più basso atto dell’omicidio. Il primo gradino è quello dell’ozio, padre di tutti i vizi, come disse Catone. Successivo passo in discesa è quello della brama di possesso, quando il re vede la bella moglie di uno dei suoi servitori. Terzo gradino è lo sfogo della passione, incurante di tutti gli altri, a cui segue il quarto, che presenta menzogne e macchinazioni per salvaguardare la propria apparentemente perfetta condotta. Fino al livello più basso dove, con implicita derisione, fa ammazzare un suo fedelissimo suddito, salvando di fronte a tutti la faccia, anzi, facendo addirittura bella figura.
Ma è santo? Con una condotta così spregevole? Ebbene sì. Ovviamente non per questo episodio, ma per ciò che farà dopo.
Quando Dio, parlando al cuore del re attraverso la voce di un profeta, gli pone di fronte la realtà dei fatti, Davide si pente. Da quel amaro pentimento, ci dice la traditio, il re Davide scrisse il magnifico Salmo 51. Tra le toccanti parole si può trovare:
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella il mio peccato.
Carissimo lettore, con tutto ciò ho solo cercato di dirti l’immenso senso di consolazione, gratitudine ed affetto sperimentati durante questi esercizi di preghiera, a cui ora consegue una rinnovata forza nel proseguire il cammino che ho scelto e riscelgo tutt’ora di fare. Sono dispiaciuto se non ho contribuito ad aumentare le tue conoscenze in materia, ma il mio obiettivo era di stuzzicarti un po’. Chissà? Ha funzionato?
Irvin